Un corso di equitazione per bambini non comincia in sella. Comincia a terra, con una spazzola in mano e un animale che pesa mezza tonnellata a mezzo metro di distanza. È una scena che spiazza molti genitori, abituati a immaginare la prima lezione come una passeggiata sul pony con l'istruttore che tiene la corda. In realtà i primi incontri servono a costruire qualcosa di più utile della padronanza tecnica: la capacità di stare accanto a un animale grande senza avere paura e senza fare movimenti bruschi.

Da che età si può cominciare

La domanda arriva sempre per prima, e per fortuna esiste una risposta normata invece che una questione di opinioni. La Federazione Italiana Sport Equestri disciplina le autorizzazioni a montare nel Libro VIII del regolamento federale entrato in vigore nell'aprile 2025, e le soglie sono precise.

La patente A ludica si può conseguire dai 3 anni con il pony, ed è il documento che accompagna l'attività ludica dei più piccoli. Con il cavallo, invece, le discipline olimpiche come dressage, salto ostacoli e concorso completo partono dagli 8 anni. Il brevetto B richiede anch'esso un minimo di 8 anni e il possesso della patente A ludica da almeno quattro mesi. Per l'equiturismo la soglia è di 8 anni, che salgono a 14 per transitare su strade aperte al traffico.

Un requisito vale per tutti, senza eccezioni: il certificato medico di idoneità alla pratica sportiva. Va procurato prima della prima lezione, non dopo.

Detto questo, l'età anagrafica dice solo cosa è consentito. Nella nostra pratica quotidiana osserviamo che i tre anni sono un'età in cui il bambino può stare con il pony e imparare a toccarlo, ma l'attività vera e propria trova il suo momento migliore fra i sei e i nove anni. È lì che compaiono insieme l'equilibrio, la capacità di ascoltare un'istruzione e la voglia di fare da soli.

Come è fatta davvero una lezione

Chi valuta un corso di equitazione per bambini senza aver mai frequentato un maneggio immagina un'ora a cavallo. La realtà è diversa e vale la pena raccontarla, perché è proprio la parte a terra a fare la differenza sul lungo periodo.

La preparazione

Il bambino va a prendere il pony, lo lega, lo spazzola, gli pulisce gli zoccoli e assiste alla sellatura. Sembra tempo perso e non lo è: è il momento in cui impara a leggere le orecchie dell'animale, a capire quando è tranquillo e quando no, a muoversi al suo fianco senza passargli dietro di sorpresa. Un bambino che salta questa fase resterà per anni un passeggero.

Il lavoro in sella

All'inizio si tratta di assetto e di equilibrio, quasi sempre con l'istruttore che conduce alla corda. Il passo prima, poi i primi tratti di trotto, poi il lavoro senza staffe che è antipatico e serve moltissimo. Le lezioni per i più piccoli alternano esercizio e gioco, con percorsi, giochi di conduzione e piccole prove.

Il riordino

Dissellare, pulire, riportare il pony al box, sistemare l'attrezzatura. È la parte che i bambini vorrebbero saltare ed è quella che insegna che l'animale non è un attrezzo sportivo. Chi frequenta un maneggio serio se ne accorge subito, perché nessuno lo lascia andare via senza aver rimesso a posto.

Cosa fa bene davvero, senza esagerare

Sull'equitazione circolano affermazioni entusiaste che non aiutano nessuno. Restiamo su ciò che è osservabile.

Sul piano motorio, l'equitazione lavora in modo continuo su equilibrio, postura e propriocezione, e coinvolge la muscolatura profonda del tronco più di quanto un osservatore esterno immagini. Le raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità riprese dall'Istituto Superiore di Sanità indicano per la fascia 5-17 anni almeno 60 minuti quotidiani di attività da moderata a vigorosa, con esercizi di rinforzo muscolare almeno tre volte a settimana. Una lezione completa, contando la preparazione a terra e il riordino, contribuisce a entrambe le componenti.

Sul piano relazionale la questione è più interessante. Il cavallo non risponde alle intenzioni ma ai comportamenti: se il bambino è agitato, l'animale se ne accorge e reagisce. Questo produce un feedback immediato e non negoziabile, molto diverso da quello di un adulto che spiega. Diversi genitori ci raccontano di figli che al maneggio abbassano il tono di voce senza che nessuno glielo chieda, e non è un caso.

Abbiamo raccolto in una pagina dedicata quello che osserviamo sui benefici dell'equitazione, e vale la pena leggerla tenendo presente che si tratta di esperienza sul campo e non di letteratura clinica. Per i percorsi in cui il rapporto con l'animale ha una finalità di supporto specifica esiste un ambito distinto, quello della pet therapy, con operatori e protocolli propri.

Le controindicazioni di cui si parla poco

Non è uno sport adatto a tutti i bambini in tutti i momenti, e dirlo è più onesto che vendere l'idea contraria.

C'è una questione di paura. Un bambino terrorizzato dall'animale non impara nulla e sviluppa un'avversione che dura anni. La soluzione non è insistere ma rallentare, restando a terra per diverse sedute finché il rapporto non si stabilizza. Un istruttore che spinge un bambino spaventato a salire sta facendo un danno.

C'è una questione fisica. Il certificato di idoneità sportiva serve proprio a questo, e alcune condizioni della colonna o problemi ortopedici richiedono una valutazione specialistica prima di iniziare. È una conversazione da fare con il pediatra, non con il maneggio.

C'è infine una questione di continuità. Un corso di equitazione per bambini dà risultati con la frequenza regolare. Una lezione ogni tanto è un'esperienza piacevole, ma non è un percorso, e conviene esserne consapevoli fin dall'inizio invece di scoprirlo dopo sei mesi.

Quanto incide il costo, senza numeri fuorvianti

È una delle domande più cercate e merita una risposta strutturata, anche se le cifre variano troppo da struttura a struttura perché abbia senso indicarle qui.

Le voci sono quattro. Il tesseramento federale e l'autorizzazione a montare, che sono annuali e stabiliti dalla federazione. Il certificato medico di idoneità sportiva, anch'esso annuale. L'attrezzatura personale, dove l'unico elemento su cui non conviene risparmiare è il casco, mentre stivali e pantaloni possono essere acquistati usati o in seconda battuta. E infine la formula del corso, che cambia sensibilmente a seconda che si tratti di lezioni singole, pacchetti o abbonamenti stagionali, e a seconda che la lezione sia individuale o di gruppo.

Il consiglio pratico è chiedere sempre cosa è compreso, perché la stessa parola corso può indicare cose molto diverse. Per una valutazione sul nostro caso specifico è sufficiente contattarci.

Imparare dove i cavalli vivono, non solo dove lavorano

La Scuderia della Valle è un'oasi di natura in Valle Imagna, e i cavalli fanno parte di una realtà più ampia che comprende alpaca, lama, asini e i rapaci della falconeria. Per un bambino questo ha una conseguenza concreta: il cavallo non è un'attrezzatura sportiva isolata in un capannone, ma un animale fra gli altri, in un luogo dove si vedono anche gli asini nel prato e le api nelle arnie.

Il nostro agriturismo con maneggio permette di combinare la lezione con il resto della giornata, cosa che per le famiglie con più figli di età diverse risolve un problema pratico non banale: mentre uno è in campo, gli altri possono stare con gli altri animali dell'agriturismo invece di aspettare seduti.

Per chi vuole provare un periodo intensivo, la formula del campo estivo in agriturismo concentra in una settimana quello che un corso settimanale distribuisce su mesi. E per i genitori che si accorgono di volerci provare anche loro, esiste il corso di equitazione per adulti.

Riepilogo dei punti chiave

Il regolamento della Federazione Italiana Sport Equestri fissa soglie precise: patente A ludica dai 3 anni con il pony, discipline olimpiche con il cavallo dagli 8 anni, brevetto B dagli 8 anni con patente A da almeno quattro mesi, equiturismo dagli 8 anni e 14 per le strade aperte al traffico. Il certificato medico di idoneità sportiva è obbligatorio per tutti. L'età migliore per un percorso strutturato è però fra i sei e i nove anni, quando equilibrio, ascolto delle istruzioni e desiderio di autonomia compaiono insieme. Una lezione completa non è un'ora in sella: comprende preparazione a terra, lavoro in campo e riordino, e la parte a terra è quella che costruisce il rapporto con l'animale. I benefici osservabili riguardano equilibrio, postura, muscolatura profonda del tronco e capacità di autoregolarsi, perché il cavallo risponde ai comportamenti e non alle intenzioni. Le controindicazioni esistono: paura non gestita, condizioni fisiche da valutare con il pediatra e mancanza di continuità. Il costo dipende da tesseramento federale, certificato medico, attrezzatura e formula del corso, e conviene sempre chiedere cosa sia compreso.

Domande frequenti su corso di equitazione per bambini

Qual è l'età giusta per iniziare equitazione?

Il regolamento della Federazione Italiana Sport Equestri consente la patente A ludica dai 3 anni con il pony, mentre le discipline olimpiche con il cavallo partono dagli 8 anni. Sul piano pratico, l'età in cui un percorso strutturato dà i risultati migliori è fra i sei e i nove anni: prima il bambino può stare con il pony e imparare a curarlo, ma equilibrio, capacità di seguire un'istruzione e voglia di fare da solo maturano insieme in quella fascia. In tutti i casi serve il certificato medico di idoneità alla pratica sportiva.

L'equitazione fa bene ai bambini?

Sul piano motorio lavora in modo continuo su equilibrio, postura, propriocezione e muscolatura profonda del tronco, e contribuisce sia ai 60 minuti quotidiani di attività moderata o vigorosa raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità per la fascia 5-17 anni sia alla componente di rinforzo muscolare. Sul piano relazionale il cavallo risponde ai comportamenti e non alle intenzioni, quindi restituisce un feedback immediato che aiuta il bambino a regolare tono di voce e movimenti. Non è però adatto a tutti in ogni momento: la paura non gestita e alcune condizioni ortopediche vanno valutate prima di iniziare.

L'equitazione è uno sport adatto ai bambini?

Sì, a condizione che la struttura differenzi il lavoro per fascia d'età e non tratti i bambini come adulti piccoli. È uno sport che unisce una componente motoria completa a una componente di responsabilità verso un essere vivente, cosa rara nelle attività sportive per l'infanzia. Il segnale che distingue un ambiente adatto è la presenza della fase a terra: se il bambino arriva, sale e va via senza aver mai spazzolato o sellato il pony, manca metà del percorso educativo.

Quanto costa fare equitazione per un bambino?

Le voci di spesa sono quattro e le cifre variano troppo da struttura a struttura per essere generalizzate. Ci sono il tesseramento federale con l'autorizzazione a montare, entrambi annuali e stabiliti dalla federazione, il certificato medico di idoneità sportiva anch'esso annuale, l'attrezzatura personale e la formula del corso. Sull'attrezzatura l'unico elemento su cui non conviene risparmiare è il casco, mentre stivali e pantaloni possono essere presi usati. Conviene sempre chiedere alla struttura cosa sia compreso nel corso, perché la stessa parola può indicare lezioni singole, pacchetti o abbonamenti stagionali.

Ci sono controindicazioni all'equitazione per i bambini?

Le principali sono tre. La paura dell'animale non gestita, che va affrontata restando a terra per diverse sedute invece di insistere con la salita in sella. Alcune condizioni della colonna vertebrale o problemi ortopedici, che vanno valutati con il pediatra prima di iniziare: è anche il motivo per cui il certificato di idoneità sportiva è obbligatorio. E la mancanza di continuità, che non è una controindicazione medica ma rende il percorso poco efficace, perché l'equitazione dà risultati con la frequenza regolare.

Quanto dura una lezione di equitazione per bambini?

La lezione in campo dura tipicamente intorno all'ora, ma il tempo complessivo da prevedere è maggiore perché comprende la preparazione del pony e il riordino finale. Per i bambini più piccoli il lavoro in sella viene spezzato in tratti brevi alternati a giochi di conduzione da terra, così da rispettare tempi di attenzione che a quattro o cinque anni sono naturalmente corti. Conviene chiedere in anticipo quanto tempo occupa l'intera attività, per organizzare il resto della giornata senza fretta.

Il primo passo è vedere se scatta qualcosa

Prima di iscrivere un bambino a un corso vale la pena verificare una cosa sola: come reagisce davanti al pony. Alcuni allungano subito la mano, altri si irrigidiscono e hanno bisogno di settimane. Entrambe le reazioni sono normali, ma indicano percorsi diversi, e capirlo prima evita di comprare un pacchetto di lezioni che finirà inutilizzato.

Per organizzare un primo incontro o per capire quale formula si adatti all'età di tuo figlio, la segreteria risponde tutti i giorni dalle 10 alle 18 allo 035 852007, oppure puoi scrivere a info@scuderiadellavalle.it. Siamo in via Prabutè 2, a Sant'Omobono Terme, frazione Valsecca, in provincia di Bergamo.

Scopri le nostre esperienzeguarda come si combina l'equitazione con le altre attività della giornata.

Organizzare una festa di compleanno per bambini che non finisca in una sala chiusa con la musica troppo alta è più semplice di quanto sembri, ma richiede di ribaltare l'ordine delle decisioni. La maggior parte dei genitori parte dal tema e dalla torta. Chi organizza feste da anni parte invece dallo spazio, perché è lo spazio a decidere quanti bambini puoi invitare, quali giochi funzionano e quanto lavoro ti resterà addosso il giorno stesso. Un prato, degli animali veri e un cortile cambiano completamente le regole del gioco.

Perché lo spazio aperto risolve metà dei problemi

C'è una ragione pratica prima ancora che romantica. In casa o in una sala, l'adulto passa il pomeriggio a contenere: non correre, non gridare, attenzione al vaso. All'aperto quel lavoro sparisce, e con lui sparisce buona parte della tensione che rende faticose queste giornate.

C'è anche una ragione meno ovvia. I bambini italiani si muovono poco, e i numeri lo dicono con chiarezza: secondo i dati nazionali della sorveglianza OKkio alla SALUTE dell'Istituto Superiore di Sanità, il 18,5% dei bambini di terza primaria non aveva svolto alcuna attività fisica il giorno precedente all'intervista, mentre il 45,1% passa più di due ore al giorno davanti a uno schermo. Una festa all'aperto non risolve un problema di salute pubblica, questo è ovvio. Ma è una di quelle occasioni in cui otto o dieci bambini corrono per tre ore senza che nessuno debba convincerli a farlo.

Per dare una misura: le raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità riprese dall'Istituto Superiore di Sanità indicano per la fascia 5-17 anni almeno 60 minuti al giorno di attività da moderata a vigorosa. Un pomeriggio passato a correre in un prato copre quella soglia due o tre volte, e nessun bambino se ne accorge.

Nella nostra esperienza in Valle Imagna, dove ospitiamo giornate in famiglia da diversi anni, la differenza si vede nel primo quarto d'ora. In sala i bambini aspettano che qualcuno dica loro cosa fare. In cortile si sparpagliano da soli.

Le idee che funzionano davvero, e quelle che sembrano solo belle

Non tutte le idee originali reggono la prova del pomeriggio. Ne abbiamo viste parecchie fallire, e il motivo è quasi sempre lo stesso: richiedevano troppa attenzione simultanea da parte degli adulti.

La caccia al tesoro con gli animali

Funziona perché ha una regola sola e un obiettivo visibile. I bambini si dividono in squadre, ogni tappa corrisponde a un animale della fattoria e l'indizio successivo si ottiene solo dopo aver imparato qualcosa su quell'animale. Quanto pesa un alpaca, cosa mangia un asino, perché le api tornano sempre alla stessa arnia. Il gioco si autoalimenta e gli adulti fanno da arbitri, non da animatori.

L'incontro ravvicinato

Portare venti bambini davanti a un recinto e dire "guardate" non è un'attività. Farli entrare in numero ridotto, insegnare loro come si avvicina un animale e lasciarli condurre un alpaca al guinzaglio lungo un sentiero, quello sì. La differenza sta nel passaggio da spettatore a protagonista, ed è la stessa differenza che passa fra vedere un cavallo e salirci sopra. Sul nostro sito raccontiamo più in dettaglio quali animali vivono in agriturismo e come si struttura l'incontro con ciascuno.

Il laboratorio con le mani sporche

Impastare il pane, raccogliere le uova, imparare come si fa il formaggio. Sono attività lente, e proprio per questo funzionano nel momento centrale del pomeriggio, quando l'euforia iniziale è scesa e manca ancora un'ora alla torta. Le proposte di fattoria didattica nascono esattamente da questa logica.

Cosa invece delude

I gonfiabili in mezzo alla natura sono un'occasione sprecata: se un bambino può stare con un asino e sceglie un gonfiabile, il gonfiabile ha già vinto e l'ambiente diventa decorazione. Anche le postazioni truccabimbi hanno un difetto strutturale, creano una coda e la coda annoia. Meglio poche attività che coinvolgono tutti insieme.

Come si organizza, passo per passo

La sequenza che consigliamo ai genitori è questa, e non è casuale.

Prima lo spazio, poi la data. Le location all'aperto valide si prenotano con settimane di anticipo nei fine settimana di primavera e autunno. Trovare il posto e poi adattare la data è più semplice del contrario, soprattutto se il compleanno cade in mesi affollati.

Poi il numero. Otto o dieci bambini è la dimensione in cui un adulto riesce ancora a conoscere i nomi di tutti. Sopra i venti serve una struttura organizzata, con persone dedicate e attività parallele. Non è impossibile, è solo un tipo di festa diverso.

Poi il piano B. Qui si distingue una location seria da una improvvisata: cosa succede se piove. Un portico, una sala coperta, una stalla praticabile. La domanda va fatta in fase di sopralluogo, non il giorno prima guardando le previsioni.

Infine il cibo. Un buffet all'aperto vuole cose che si mangiano in piedi e che non si sciolgono. La torta arriva alla fine e chiude il pomeriggio, non lo interrompe a metà.

La questione dell'età, che nessuno affronta abbastanza

Una festa per bambini di quattro anni e una per bambini di dieci non hanno quasi nulla in comune, eppure vengono spesso organizzate allo stesso modo.

Sotto i sei anni i tempi di attenzione sono corti e i genitori restano. Serve un programma fatto di molte micro attività da dieci minuti, e serve prevedere che gli adulti presenti siano tanti quanti i bambini. Il contatto con gli animali va mediato in modo stretto: si accarezza, non si conduce.

Fra i sette e i dieci anni si apre la stagione migliore. I bambini reggono un'attività lunga, capiscono le regole di un gioco a squadre e provano un piacere vero nel fare qualcosa che assomiglia a una cosa da grandi. È l'età in cui condurre un animale, spazzolarlo o salire in sella lascia un ricordo che dura.

Dagli undici in su cambia di nuovo tutto. Il gruppo diventa più importante dell'attività e il rischio è la noia dichiarata ad alta voce. Qui funzionano le sfide, i percorsi, tutto ciò che ha un punteggio o una difficoltà da superare. Le altre attività da fare in agriturismo si prestano bene a essere trasformate in prove.

Fare festa in un luogo che vive di natura tutto l'anno

La Scuderia della Valle è un'oasi di natura in Valle Imagna, e questo non è uno slogan da brochure: gli animali che i bambini incontrano durante una festa sono gli stessi che ci vivono ogni giorno dell'anno, curati dalle stesse persone. Alpaca, lama, asini, cavalli e rapaci non vengono portati per l'occasione e riportati via alla fine.

Questo cambia due cose. La prima è la qualità dell'incontro: un animale abituato alla presenza dei bambini reagisce in modo prevedibile, e la prevedibilità è ciò che rende sicura una giornata. La seconda è che il luogo continua a esistere dopo la festa. Diverse famiglie che sono arrivate qui per un compleanno sono tornate mesi dopo per una giornata qualsiasi, e questo per noi è il segnale che il pomeriggio aveva funzionato davvero.

La cucina segue la stessa logica, con prodotti del territorio e a chilometro zero, e la tradizione bergamasca continua a essere il riferimento anche quando il menu deve piacere a dieci bambini di otto anni.

Riepilogo dei punti chiave

Una festa di compleanno per bambini all'aria aperta si progetta partendo dallo spazio e non dal tema, perché è lo spazio a determinare numero di invitati, tipo di giochi e carico di lavoro sugli adulti. Le attività che reggono meglio il pomeriggio sono quelle con una regola sola e un obiettivo visibile: cacce al tesoro costruite intorno agli animali della fattoria, incontri ravvicinati in cui i bambini conducono l'animale invece di guardarlo, laboratori manuali da collocare nel momento centrale, quando l'euforia iniziale è scesa. Gonfiabili e postazioni con la coda funzionano meno bene, perché sprecano l'ambiente o annoiano. La sequenza organizzativa corretta è spazio, data, numero di invitati, piano per la pioggia e solo alla fine il cibo. L'età cambia radicalmente il programma: sotto i sei anni servono micro attività brevi e molti adulti, fra i sette e i dieci si apre la fascia ideale per le attività lunghe con gli animali, dagli undici in su servono sfide e punteggi. Un luogo dove gli animali vivono tutto l'anno offre incontri più prevedibili e quindi più sicuri.

Domande frequenti su festa di compleanno bambini

Cosa fare per una festa di compleanno con idee originali?

Le idee più originali sono quelle che i bambini non possono replicare a casa. Una caccia al tesoro costruita sugli animali di una fattoria, un percorso in cui ciascuno conduce un alpaca al guinzaglio, un laboratorio in cui si impasta il pane o si raccolgono le uova. Il criterio per capire se un'idea funziona è semplice: deve avere una regola sola, un obiettivo visibile e non deve creare code. Le attività che richiedono ai bambini di aspettare il proprio turno per più di qualche minuto perdono la loro attenzione.

Come festeggiare un compleanno in maniera diversa dal solito?

Cambiando ambiente prima ancora che programma. Spostare la festa da una sala chiusa a un contesto naturale modifica automaticamente il tipo di giornata: i bambini si muovono senza essere sollecitati, gli adulti smettono di fare i sorveglianti e il ricordo che resta è legato a un'esperienza concreta invece che a una decorazione. Un agriturismo con animali, un prato, un cortile e uno spazio coperto per la pioggia contengono già tutti gli ingredienti di una festa diversa.

Quali sono alcune idee per un compleanno alternativo per un bambino?

Fra le alternative più riuscite ci sono la giornata in fattoria didattica con attività manuali, il percorso a tappe con gli animali, l'avvicinamento ai cavalli con spazzolatura e primo contatto in sella, e la dimostrazione di falconeria per i più grandi. Tutte hanno in comune il fatto di insegnare qualcosa mentre divertono, ed è questo che le rende memorabili anche a distanza di anni. Per i bambini sotto i sei anni conviene ridurre la durata di ogni attività e aumentare il numero di adulti presenti.

Quali sono alcune idee per un rinfresco di compleanno per bambini all'aperto?

Un buffet all'aperto vuole cibi che si mangiano in piedi, con una mano sola e che non si sciolgono al sole. Pizzette, focacce farcite, verdure tagliate a bastoncino, frutta di stagione già porzionata. Le bevande vanno tenute in un unico punto presidiato, altrimenti i bicchieri si moltiplicano per terra. La torta arriva alla fine e chiude il pomeriggio: portarla a metà interrompe il ritmo delle attività e i bambini faticano a ripartire.

Quanti bambini invitare a una festa di compleanno?

Otto o dieci bambini è la dimensione in cui un solo adulto riesce ancora a tenere sotto controllo il gruppo e a conoscere i nomi di tutti. Fino a quindici la festa resta gestibile con due adulti dedicati. Sopra i venti cambia natura e serve una struttura organizzata con attività parallele e persone che le seguano. Nel dubbio conviene chiedere alla location quale sia il numero massimo che gestisce abitualmente, perché è un dato che chi ospita feste regolarmente conosce con precisione.

Cosa succede se piove il giorno della festa all'aperto?

È la domanda da fare durante il sopralluogo, non il giorno prima guardando le previsioni. Una location attrezzata dispone di uno spazio coperto praticabile, che può essere un portico, una sala interna o una stalla, e ha già pronto un programma alternativo con le attività che funzionano al riparo. Se la risposta è vaga, quella location non è adatta a una festa in primavera o in autunno, che sono proprio le stagioni in cui si organizzano più compleanni all'aperto.

Il posto giusto vale più del tema giusto

Alla fine di ogni festa che ospitiamo, la scena si ripete quasi sempre uguale: i bambini sporchi, stanchi in modo sano, che chiedono di poter salutare un'ultima volta l'asino o l'alpaca. Nessuno si ricorda il colore dei tovaglioli. Tutti si ricordano l'animale.

Se stai pensando al compleanno di tuo figlio e vuoi capire quali attività si adattano alla sua età e a quanti amici volete invitare, la nostra segreteria risponde tutti i giorni dalle 10 alle 18 allo 035 852007, oppure potete scriverci a info@scuderiadellavalle.it. Vale la pena venire a vedere gli spazi prima di decidere, perché una festa all'aperto si capisce camminandoci dentro.

Scopri le nostre esperienzeguarda tutte le attività che possiamo inserire nel programma della giornata.